Cadavere Squisito
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IL PROGETTO

Con la collaborazione dell’artista Alice Cattaneo, abbiamo realizzato un progetto di stampo surrealista. Tale corrente nata nella prima metà del ‘900 si occupava di trasmettere, attraverso dipinti, sculture, architetture, tematiche legate all’inconscio umano, totalmente insensate partendo dagli anni in cui la psicanalisi muoveva i suoi primi passi con Freud. In primis abbiamo analizzato uno degli espedienti più comune tra i giovani: l’ sms. Tale mezzo di comunicazione, nella nostra quotidianità, è la via più utilizzata per parlare tra di noi; ciò è dovuto al fatto che tali messaggi permettono una comunicazione più veloce e accessibile a tutti. Tali messaggi non lasciano trasparire le nostre emozioni essendo uno strumento digitale. Quindi abbiamo preso i nostri sms e li abbiamo riscritti inserendoli in una dimensione analogica con i Dymo, macchinette che venivano utilizzate per creare etichette. Li abbiamo inseriti in un sacchetto ricreando i procedimenti del gioco surrealista del “Cadavere Squisito”. Analogamente abbiamo prodotto secondo lo stesso metodo delle scenografie attraverso delle immagini di oggetti e paesaggi fotocopiati da riviste scientifiche, storiche e di attualità. Attraverso questo primo “gioco” abbiamo fatto riferimento al musicista John Cage, uno degli artisti più rivoluzionari del XX secolo, che realizzava le proprie composizioni mischiando le note. Ripescando casualmente i nostri sms abbiamo creato storie e dialoghi senza senso. In seguito li abbiamo fotografati e montati cosicchè lo spettatore potesse cogliere le fasi del lavoro complessivo. Attraverso le medesime scenografie, che non rappresentano un mondo logico ma una composizione surreale, abbiamo realizzato un filmato in stop motion. Gli fa da protagonista una delle figure più razionali del nostro panorama scientifico: Piero Angela. Lo abbiamo animato portandolo da un mondo all’altro, giocando sul cambio di personalità ed identità. Tutto il progetto è stato realizzato in bianco e nero, creando una cromaticità unica che manifestasse i cambi d’identità del protagonista e che conferisse al lavoro omogeneità, creando un punto in comune tra tutti i mondi.

I ragazzi della 4^M – Liceo Artistico P. Candiani, Busto Arsizio


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